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Gradus significa scalo e fu il primo scalo delle navi che solcato l’Adriatico risalivano il corso del fiume Natissa verso Aquileia, la più importante città dell’ Oriente Romano e capitale della X Regio Venetia et Istria .
Divenne con le invasioni barbariche residenza stabile e centro abitativo per le popolazioni che dall’entroterra cercavano scampo alle orde di Attila (452).
Da Grado partirono anche i fondatori della vicina città di Venezia.
Anche il Patriarca di Aquileia trovò nuova sede in Grado e nel 565 l’Imperatore Giustiniano riconobbe il titolo di Patriarca al Vescovo di Grado.
Dopo l’arrivo dei Longobardi, che stabilirono la loro capitale a Cividale, il Patriarcato si sdoppiò.
Il Patriarca Elia completò la costruzione del Duomo e abbellì il piccolo borgo con edifici di culto rafforzando la cattedra patriarcale e l´importanza di Grado.
Grado si trovò ad essere la capitale religiosa di una zona che andava dall’Istria a Chioggia ed ebbe un grande sviluppo economico, commerciale ed artistico.
Fino al 1451 fu infatti metropoli e madre di tutte le chiese litoranee, ivi compresa Venezia sulle cui strutture esercitò un costante e lungo influsso.
Ma il trasferimento del Patriarcato nello stesso anno e la sempre maggior potenza di Venezia fecero perdere la centralità di Grado nella laguna veneta.
Essa divenne un piccolo borgo di pescatori che sopravvisse per secoli in quasi totale isolamento.
Dopo il trattato di Campoformido del 1797 Grado passò all’Austria e, tranne una breve parentesi di occupazione francese, nel 1918 tornò all’Italia.
Durante il corso dell’Ottocento la città dà inizio alla sua rinascita economica sotto il profilo di importante località di turismo e soggiorno.
Nel 1892 diventò stazione di cura ufficiale dell’Impero asburgico.

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